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Natura sito web - Subacquei uniti per il Mar Rosso
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Sono stati recentemente divulgati i primi risultati del progetto STE (Scuba Tourism for the Environment), un programma di ricerca che vede coinvolti Marevivo, l'università Alma Mater di Bologna e la nave sudanese Felicidad II. Il progetto coinvolge i subacquei che visitano i fondali del Mar Rosso, uno dei mari più belli del mondo, nel monitoraggio della fauna marina. Finora sono state raccolte più di 17mila schede in 89 stazioni, per un totale di circa 14mila ore di immersione. I ricercatori affermano che in questo modo sarà possibile identificare aree e specie a rischio, per cui è necessario attivare azioni specifiche di salvaguardia e recupero del territorio.

La scelta di coinvolgere "semplici subacquei" nello studio potrebbe essere un nuovo modo per incrementare la consepevolezza naturalistica dei turisti e sensibilizzarli sui temi della conservazione delle risorse naturali. Al momento sono stati identificati due grandi gruppi su cui intervenire: i coralli, fortemente a rischio soprattutto nelle zone a più accentuato flusso turistico, e gli squali, sempre più spesso sfruttati illegalmente per scopi alimentari (shark finning).

Rosalba Giugni, presidente di Marevivo sottolinea: «il nostro primo SOS viene rivolto in difesa di squali e coralli: i primi mantengono l'equilibrio della catena e la salute del mare, e i secondi vengono considerati i 'mattoni' alla base di questa catena e nel cui ecosistema vivono migliaia di altre specie». Il progetto STE prosegue anche grazie al sostegno delle istituzioni locali e ai numerosi turisti volontari, mentre Marevivo dichiara di aver allestito una sede itinerante sulla nave sudanese Felicidad II, per portare avanti quello che sembra essere "il più ampio monitoraggio ambientale mai realizzato nel mar rosso".