• Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi
  • Astoi

Yahoo Finanza - Costa Concordia subissata da richieste di rimborso
StampaE-mail


Lo choc e il lutto non si possono ripagare, per tutto il resto ci sono i rimborsi che Costa Crociere dovrà elargire ai passeggeri della nave Concordia, coinvolta in un naufragio funesto quanto clamoroso nella serata di venerdì 13 gennaio. Per le associazioni dei consumatori è tempo di mobilitare risorse e informazioni a supporto dei superstiti, ponendo con forza l'accento sulle responsabilità dell'accaduto, ormai il vero punto caldo della vicenda. Dalle iniziative dei singoli alle class action, nulla sembra essere lasciato al caso, qualora fossero confermate le ipotesi di reato, a carico di soggetti responsabili dell'evento, e si giunga a un processo.

Malgrado il dramma, ai clienti spettano delle azioni e delle tempistiche da seguire per tempo. Come spiega Federconsumatori in una guida, vanno distinte le procedure che premiano diversamente chi era a bordo e chi invece non si era ancora imbarcato. Le vittime della manovra hanno diritto al rimborso di quanto pagato, al risarcimento del danno patrimoniale per le cose personali andate distrutte, oltre alle spese sostenute per rientro ed assistenza. Inoltre hanno diritto al risarcimento del danno alla persona, se feriti e in proporzione alla prognosi ricevuta, e, anche senza danno fisico, al danno esistenziale per la vacanza rovinata. La legge prevede, per l'esposto, il termine di 10 giorni e l'uso della raccomandata. Coloro che sarebbero dovuti partire con la Costa Concordia, e che non potranno godere del servizio, hanno diritto a un viaggio alternativo di valore superiore o uguale, o anche di valore inferiore, con il rimborso della differenza. In alternativa, se non accettano le soluzioni proposte, hanno diritto al rimborso del viaggio senza penali. Ma proviamo, con l'ausilio di Altroconsumo, a quantificare i danni, proprio come fa l'associazione sul suo sito. I limiti previsti dalla legge, oltre che dallo stesso contratto di viaggio della Costa Crociere, prevedono danni alla persona fino a 500.000 euro; danni alle cose fino a 20.000 euro; altri danni per 50.000 euro. La sciagura è sotto gli occhi della nazione e del mondo, ma l'entità del danno va provata, in particolare quella alla persona e alle cose. Oltre a conservare il contratto di viaggio, va esibita tutta la documentazione possibile relativa alle eventuali lesioni subite (certificati medici) e ai beni persi o danneggiati (scontrini fiscali, fotografie, testimonianze). Sono il Codice del turismo e le convenzioni internazionali, oltre che lo stesso contratto di viaggio con la compagnia, a prevederlo. Il diritto al risarcimento dei danni alla persona si prescrive in 3 anni, per i danni a cose in un anno. Tutti contro Costa Crociere e diversamente sarebbe difficile, al netto delle responsabilità che sono ancora tutte da accertare.

Confconsumatori ha già annunciato la "propria volontà di costituirsi parte civile perché il danno procurato da eventuali condotte illecite, non è solo diretto alle migliaia di turisti coinvolti ma colpisce la credibilità del turismo e della marina italiana". L'Associazione fornirà, in caso di processo penale, assistenza ai clienti che vorranno costituirsi parte civile per ottenere il ristoro del danno morale oltre che di quello patrimoniale.

Confconsumatori, insieme a Federconsumatori, Movimento Consumatori, Sportello del consumatore, Altroconsumo, Assoutenti, Movimento Difesa del Cittadino e La Casa del Consumatore ha costituito un Comitato e intende chiedere un incontro urgente al direttore generale di Costa Crociere per concordare procedure semplici e trasparenti per risarcire e indennizzare i passeggeri. Già in data odierna, presso la sede di Confindustria, alcune associazioni hanno chiesto all'Astoi, l'associazione dei tour operator, di cercare un percorso comune per approntare modalità tempestive di rimborsi e risarcimenti. Nell'incontro romano, secondo quanto dichiarato all'Adnkronos dal presidente di Astoi, Roberto Corbella, la creazione di una task force congiunta tra associazioni e Astoi (che fa capo al consorzio di Viale dell'Astronomia) per le situazioni di emergenza finisce per concludere un disegno"deciso da tempo ma nel quale, cogliendo l'occasione, abbiamo naturalmente parlato anche di quanto accaduto al Giglio". "Ci saranno delle riunioni a breve per la risoluzione dei problemi per fronteggiare al meglio le situazioni dei vari passeggeri. Anche se - assicura - la macchina si è già mossa e siamo fiduciosi", ha poi aggiunto. Anche il Codacons ha lanciato la raccolta delle adesioni per una class action, ponendosi come obiettivo quello di far ottenere a ciascun passeggero un indennizzo pari ad almeno 10.000 euro, per i danni materiali subiti e per quelli morali, come ha dichiarato il presidente Carlo Rienzi. Sul proprio sito Internet, l'associazione mette a disposizione della persone una guida sintetica che i passeggeri della Costa Concordia possono utilizzare per far valere al meglio i propri diritti. Oltre a un luogo di adesioni per la già citata class action. Anche gli stranieri presenti a bordo, non stanno certo a guardare: l'avvocato francese Frederic Casanova, ha annunciato stamattina la presentazione di una denuncia contro il gruppo Costa Crociere, proprietario della nave naufragata, per omissione di soccorso, omicidio colposo e mancata osservanza delle norme di sicurezza. I suoi stessi clienti, Patrice e Tatiana Vecchi, residenti a Cavalaire-sur-Mer, nel Sud della Francia, hanno organizzato un collettivo di vittime, come riporta l'Ansa. Per ognuno dei passeggeri a bordo, si stima un risarcimento che potrebbe arrivare fino a 10-20.000 euro. Ma nel dramma ci sono anche 6 vittime e almeno 16 dispersi. Secondo quanto riporta il quotidiano Libero, per le vite umane la responsabilità oggettiva dell'armatore può arrivare fino a 430.000 euro. Ai vari danni, si aggiunge anche il problema dell'equipaggio, del personale di bordo a cui spetta di essere ricollocato. I danni materiali riguarderebbero anche le opere d'arte presenti a bordo. Per gli esperti, secondo il quotidiano di Belpietro, siamo alla cifra record di un miliardo di euro di danni direttamente per il naufragio. Come scrive Maurizio Stefanini, le assicurazioni dovrebbero quindi sborsare 30 milioni di dollari per la nave, 10 milioni per danni contro terzi, 2 miliardi per i passeggeri, un miliardo per l'equipaggio senza contare già le perdite che stanno subendo in Borsa, come è capitato alle Generali, che esposte solo marginalmente, hanno perso l'1,33% o l'Hannover Re, il quarto più grande riassicuratore del mondo, che valuta la perdita in 10 milioni di euro.