ItaliaOggi Sette - Viaggi, si sfrutta l'ultimo secondo
Il last minute? Superato. Ora conviene l'acquisto sotto data
Altro che last minute, ormai il mercato delle vacanze, quest'anno, viaggia sul filo del last second e la diffusione di questo fenomeno moltiplica le opportunità per i viaggiatori che non sono stati in grado di pianificare, sia per motivi economici, sia per impegni di lavoro, le loro ferie con largo anticipo.Nelle agenzie di viaggi si possono trovare, proprio in questi giorni, offerte stracciate per l'Italia e anche per l'estero con formule all-inclusive abbastanza allettanti (si vedano alcune proposte raccolte in tabella). Secondo i primi riscontri raccolti tra gli operatori del settore, il mese di giugno ha fatto registrare una preoccupante «calma piatta» nelle prenotazioni anticipate, costringendo molte agenzie di viaggi a ricorrere alla politica delle «ultime disponibilità» o come estremo rimedio a una stagione operativa a dir poco deludente, alla formula, appunto,del «last minute».
«E difatti», conferma con una punta di amarezza mista a preoccupazione, Andrea Giannetti,presidente di Assotravel (associazione confindustriale delle imprese viaggi), «molte agenzie di viaggio lavorano ormai 40 giorni l'anno, vale a dire una settimana per le vacanze di Natale e tre settimane per quelle estive».Quindi siamo nel momento fatidico nel corso del quale è possibile indovinare l'occasione giusta e acquistare pacchetti realmente convenienti. D'altra parte, come evidenzia Maria Concetta Patti, presidente Federviaggio, federazione che ingloba operatori e vettori turistici, «la domanda di servizi turistici degli italianidi quest'estate riflette pienamente la profonda percezione di crisi e incertezza economica che ha investito indistintamente tutti i settori. Anche l'accentuazione degli acquisti sotto data va letta in questa chiave e non più, come era invece fino a un paio di anni fa, solo quale comportamento di tendenza, a cui validamente contrapponevamo valori altrettanto di tendenza, come la scoperta delle opportunità della prenotazione anticipata».
Da qui il dato di fatto che le prenotazioni per la prima quindicina di luglio sono partite fortemente in ritardo e influenzeranno le vendite del periodo clou, ovvero il mese di agosto, prescelto dal 68% degli italiani quale momento vacanziero per eccellenza.Questo trend non ha peraltro modificato l'approccio dell'industria dei viaggi che, come rileva sempre Patti, «lavora per una crescente qualificazione dei prodotti e condivide con i clienti valori come la sicurezza dei luoghi e delle prestazioni, la chiarezza del prezzo e delle modalità di calcolo anche degli eventuali adeguamenti, la rispondenza tra le informazioni fornite e i servizi erogati, i valori della sostenibilità, l'attenzione per l'accessibilità». «Oggi come oggi, comunque, il consumer raramente riesce a valutare in modo corretto il rapporto prezzo/qualità e inevitabilmente riversa la propria attenzione solo sulla variabile prezzo. Confidiamo però che si tratti di una fase di passaggio», aggiunge.
Sulla stessa lunghezza d'onda Cinzia Renzi, presidente Fiavet (la federazione delle agenzie di viaggi nella galassia Confcommercio), che evidenzia come «negli ultimi tempi sia stato valorizzato molto il prodotto assicurativo,che ha un suo valore aggiunto, specialmente nei periodi di picco dove è possibile incappare in qualche disservizio o disagio per il volume di traffico turistico che si concentra in pochi giorni. È innegabile, però, che la situazione contingente fa sì che molto spesso il consumatore finale, di qualunque target, si concentri solo sulla variabile prezzo. In questo senso stiamo mettendo in atto una serie di azioni da condividere con leAssociazioni dei Consumatori per fare in modo che il turista sia sempre e comunque messo nelle condizionidi scegliere in sicurezza dove trascorrere le proprie vacanze. La crisi dei consumi nazionale e internazionale,comunque, ha causato estrema indeterminatezza nel budget familiare a disposizione per le vacanze provocando, quindi, incertezza sia sulla durata che sulla scelta della destinazione turistica che molto spesso avviene all'ultimo istante».
La sensazione delle associazioni di categoria del comparto turistico, comunque, è che ci si trovi di fronte a una stagione estremamente difficoltosa. La speranza che con il 2009 si fosse chiusoun periodo nero per il settore si è affievolita. La stagnazione dei consumi turistici ha fatto sì che tutte le aziende del settore cercassero di mantenere inalterata la loro quota di mercato senza compromettere la qualità dei servizi offerti. In generale i prezzi, soprattutto nella zona euro, non sono aumentati: le leve commerciali messe in atto da tutti gli operatori per stimolare la domanda, se da un lato sono riuscite a creare nuovi fenomeni (vedi i city-breaks nelle capitali europee in periodi di bassa stagione), hanno però ulteriormente ridotto i profitti e i margini».
E lo conferma anche Roberto Corbella, presidente di Astoi,l'associazione di Confindustria che rappresenta numerosi Tour Operator: «Ci sono meno players turistici ma nonostante questo il fatturato totale non supererà quello del 2009. Piuttosto vanno risolte anomalie storiche come quella dell'acconto, sempre disatteso. È un concetto che bisogna far comprendere al cliente. Ma è essenziale che il denaro circoli più velocemente lungo la filiera».
E quasi ad assecondare la tendenza al risparmio e all'acquisto sotto data, gli stessi operatori e le agenzie di viaggi, in questi ultimi anni, puntano ormai sulla consulenza, sul suggerimento pratico per fidelizzare la clientela e sottopongono proposte di viaggi e soggiorni a settembre, quando si è esaurito il periodo di picco e c'è anche maggiore disponibilità a spuntare tariffe convenienti. Inoltre, aspetto non certo secondario, meno folla nei villaggi o alberghi significa anche servizi migliori a un pricing decisamente appetibile e anche se il target dei professionisti è costretto a pianificare le vacanze in periodi fissi, come appunto fine luglio e agosto e prima settimana di settembre, le imprese di viaggi hanno riscontrato, negli ultimi anni, un crescente trend di prenotazioni nei cosiddetti «periodidi spalla» immediatamente successivi ai momenti di picco, vale a dire fine agosto e inizi di settembre.
In buona sostanza, laddove non arriva il last minute al quale, come si è appreso dagli stessi operatori, si fa ricorso con sempre maggiore frequenza, c'è la soluzione intermedia di una vacanza in date tranquille e non congestionate, magari effettuando partenze che coincidono con il contro-esodo. E questo, anche psicologicamente, può avere il suo valore aggiunto.
ItaliaOggi Sette Pag. 18












































