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Rassegna articoli

Guida Viaggi sito web - Astoi, assemblea elettiva fissata al 13 giugno

Mercoledì 23 Maggio 2012


Mario Martini per Costa Crociere e Nardo Filippetti di Eden i potenziali candidati

L'assemblea elettiva Astoi si riunirà il 13 giugno prossimo a Roma. Secondo indiscrezioni giunte a questa agenzia di stampa, risulterebbero due i potenziali candidati a sostituire l'attuale presidente, Roberto Corbella, che lascerebbe l'incarico per motivi familiari. Si tratterebbe di Mario Martini, senior consultant di Costa Crociere, e di Nardo Filippetti, presidente Eden Viaggi. 

Guida Viaggi - Maldive in piena crisi

Lunedì 21 Maggio 2012


Catene charter cancellate e promozioni non bastano a contenere i cali; avanzano i cinesi, mentre gli italiani perdono sempre più terreno

Sono passati i tempi in cui l'Italia svettava al primo posto del podio per arrivi alle Maldive. "Da due anni circa è slittata al terzo gradino, superata dalla Cina, prima in classifica con 120mila arrivi, e seguita dalla Gran Bretagna con 100mila. Ora i turisti italiani alle Maldive sono 83mila all'anno circa. Stiamo cercando di recuperare visibilità, promuovendo delle campagne di co-marketing con gli operatori e presentandoci alle fiere di settore". Questo quanto recentemente dichiarato da Ibrahim Asm, deputy director Maldives Marketing Corporation. E le statistiche del primo trimestre 2012 non fanno che dimostrare il peggioramento del trend. Si è perso per strada, tra gennaio e marzo, il 26,1% degli arrivi italiani (passati da 36.470 a 26.939, fonte ministero del Turismo) e nel solo mese di marzo il calo è stato del 37,6% (da 12.143 a 7.578 unità). Costi più alti, ridotta capacità di spesa, la recente contingenza del "movimentato" cambio alla guida del Paese. I perché di questa disaffezione sono tanti, come ci spiegano i tour operator che abbiamo interpellato. L'analisi di Roberta Vomeri, contract manager Hotelplan Italia, parte proprio dai dati appena diffusi dal ministero del Turismo.

Cambiano i flussi

"E' evidente il tracollo dell'Italia, ma vorrei sottolineare che è tutta l'Europa a soffrire, in crescita risulta solo la Germania. E il calo è più marcato nell'Europa del Sud". Per la manager "si è salvato il mercato cinese, fino allo scorso anno inesistente". Un mercato di "nuovi ricchi" che, secondo Vomeri, è stato accettato dall'industria maldiviana a malincuore. "Si tratta di un cliente molto diverso da quello italiano. Soggiorna in resort al massimo 2 o 3 notti, non spende per gli extra, non fa escursioni, non usufruisce delle Spa". Insomma il mercato cinese è stato corteggiato per necessità - con soldi cinesi è stato ristrutturato l'aeroporto di Male - ma gli albergatori locali "vorrebbero far tornare il turista italiano come ai tempi d'oro, sono costretti a cercare mercati diversi perché quello europeo non li supporta sufficientemente". Questo calo per la manager è il prodotto di più fattori. Da un lato i costi aumentati a causa della tassa sui servizi di cui usufruisce il turista, la Gst, che introdotta lo scorso anno è passata dal 3,5% iniziale al 6% dal primo gennaio, e dal 2013 arriverà all'8%. C'è poi da considerare la crisi economica che sta vivendo il nostro Paese, a fronte della quale gli albergatori non si sono mostrati indifferenti. Opinione che trova concorde Roberto Corbella, presidente Astoi, che sottolinea: "I ricchi continuano a viaggiare e il lusso aumenta il fatturato, ma il target nozze, ad esempio, ha ridotto il budget di spesa e sceglie mete più economiche". Ettore Sarzi, titolare di Skorpion Travel, ha contribuito in quasi 40 anni di carriera a far conoscere l'arcipelago, vi ha costruito 3-4 alberghi e ora guarda con sguardo disincantato la retrocessione tricolore: "Due anni fa c'erano 13 voli charter a settimana in partenza dall'Italia, questo inverno abbiamo iniziato con 8 ma già dal 6 gennaio l'impegno si è ridimensionato a 5 e poi a 3. Attualmente c'è un solo volo che opera a settimana, un code-share tra Meridiana fly-Air Italy e Neos e lo sa che viaggia quasi vuoto?", sottolinea. Una constatazione che gli fa dire senza mezzi termini: "Le Maldive stanno passando di moda. Se guardiamo alle partenze di aprile i numeri sono ancora più drammatici". E se Vomeri di Hotelplan dichiara per l'inverno prossimo prezzi in linea, Sarzi dissente totalmente: "Abbiamo considerato che per il 2013 i prezzi alberghieri rincareranno del 22% circa, proprio a causa del boom cinese". Un fenomeno non proprio trascurabile nei numeri: nel primo trimestre dell'anno si sono mossi verso le Maldive in 46.662 e nel solo mese di gennaio sono aumentati del 126,5% (da 12.367 a 28.008).

L'inverno 

I numeri dell'inverno di Hotelplan Italia, secondo l'azienda, hanno visto "una chiusura in linea con le aspettative, nessun grosso aumento, ma nessuna perdita". Vomeri osserva una tendenza del mercato verso un livello più basso, con i cinque stelle lusso che hanno avuto più problemi delle strutture di gamma inferiore. L'impegno charter – un volo speciale condiviso con Valtur e alcuni posti sul volo da Bologna di Meridiana fly - è stato mantenuto per tutta la stagione, per un numero di posti in linea con l'inverno precedente (anche se con un volo in meno, ndr). Alcune date specifiche sono state sostenute da promozioni, pur restando su un livello di prezzi che la manager definisce "accettabile". Aprile ha fatto fatica, "come da tre anni a questa parte", l'estate è partita a rilento. Per l'alta stagione la strategia era stata decisa già in autunno: nessun grosso impegno charter, strada intrapresa da altri operatori, anche perché "in estate la linea propone quote promozionali che rendono il charter meno competitivo". Calo invernale anche in casa Azemar , osserva il direttore generale Stefano Bardile , "anche se continuiamo a mandare un volume notevole di passeggeri". L'operatore ha stimolato la domanda sulle Maldive togliendo l'adeguamento carburante su alcune settimane e con la costruzione di diverse offerte promozionali. "Per l'estate, la loro bassa stagione, abbiamo ridotto l'impegno rispetto all'inverno, impegno che è rimasto comunque rilevante", afferma Bardile, che quantifica la riduzione rispetto alla scorsa estate in un 15%. Per Kuoni Italia un inverno sotto le aspettative, "a parte alcune settimane", rileva Valentina Montobbio, market manager, che punta il dito soprattutto sulla situazione del Governo che, "da metà febbraio, ha contribuito a rallentare sensibilmente le prenotazioni". L'operatore aveva contrattualizzato un numero di posti charter con Meridiana fly e Alitalia, "calcolato in base al nostro impegno effettivo a livello di posti letto offerti", ma l'andamento delle prenotazioni ha costretto a ridurre l'impegno nel corso della stagione. 

Le offerte speciali 

La meta è stata sostenuta "abbassando le quote e immettendo sul mercato offerte speciali". In vista dell'estate Kuoni non ha, per ora, preso alcun impegno charter. "Abbiamo deciso di puntare sui voli di linea - spiega la manager -, con formulazione di pacchetti aggressivi a livello di pricing". Per stimolare il mercato, "soprattutto alla luce dei risultati un po' lenti, cercheremo di mettere in pista delle promozioni mirate per cercare di dare nuovo impulso a questa destinazione che - per Kuoni – resta comunque di grande importanza, con enormi potenzialità". Da parte del t.o. c'è infatti la convinzione di disporre di un prodotto "ampio e totalmente in linea con le richieste ed esigenze della clientela italiana che sceglie le Maldive". E se chiediamo a cosa sia dovuto il calo dei turisti dal Belpaese, Montobbio menziona la situazione economica italiana, ma anche la situazione del Governo maldiviano "che, pur non essendo pericolosa, ha creato molti allarmismi in Italia", senza dimenticare "i costi troppo alti delle strutture, nonché il continuo aumento delle tasse da applicare ai soggiorni". In casa Kuoni, Best Tours ha visto un buon andamento per le Maldive fino a metà febbraio, quando l'instabilità a livello governativo ha portato ad una "flessione molto importante della destinazione dalla quale non si è ancora ripresa - afferma Franco Montanari, product manager -. Purtroppo abbiamo dovuto mettere in atto offerte, alcune proposte dagli alberghi, altre da noi ", una mossa che ha portato ad un prezzo medio di vendita inferiore. Prudente la strategia per l'estate: il t.o. ha cercato di adeguare l'impegno charter al numero dei letti disponibili, "abbiamo perciò ridotto - sensibilmente e cautamente - il numero di sedili acquistati". E senza dubbio per Montanari sarà necessario sostenere le Maldive con promozioni "che stanno arrivando praticamente da tutti i nostri alberghi in loco, anche da quelli di lusso".

I numeri 

+126,5% 

La crescita degli arrivi cinesi a gennaio 2012, con 28.008 arrivi contro i 12.367 registrati a gennaio 2011

-26,1%

La flessione degli arrivi italiani nel primo trimestre, con 26.939 unità contro le 36.470 segnalate a gennaio-marzo 2011

+20,4% 

Gli arrivi di turisti tedeschi nel primo trimestre, con 26.355 unità contro le 21.889 registrate nel primo trim. 2011

-12% 

Il calo di turisti inglesi a genn.-marzo 2012, con 24.395 arrivi contro i 27.733 segnalati a gennaio-marzo 2011 - di Emanuela Comelli e Laura Dominici

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Travelnostop.com - Estate, Astoi: turisti italiani non tradiranno la Grecia

Giovedì 17 Maggio 2012


Ma le prenotazioni per Alpitour sono in calo del 15%

Sono discordati le previsioni per l'afflusso di turisti in Grecia dall'Italia. Secondo Astoi non ci sarà nessun 'tradimento' da parte dei turisti italiani, anzi si prevede una sostanziale tenuta dei flussi storici, fermi intorno a 1 milione di vacanzieri, di cui 400 mila in forma organizzata, mentre il Gruppo Alpitour segnala una contrazione delle prenotazioni tra il 10 e il 15% rispetto al 2011. A livello di prenotazioni, spiega Roberto Corbella, presidente dell'Astoi, "stiamo assistendo a un forte rallentamento rispetto al 2011, ma ciò - aggiunge - è dovuto più alle incertezze economiche dell'Italia che non ai timori sul futuro della Grecia. Un combinato disposto che sta rafforzando oltre misura il fenomeno del last minute".    

Diverso lo scenario tracciato da Sergio Testi del gruppo Alpitour-Francorosso. "Il cliente italiano si fa influenzare abbastanza dalle notizie dei media e ciò si è riverberato negativamente sulle nostre prenotazioni, in calo del 10-15% rispetto all'anno scorso". E il dato, rileva, è suscettibile di miglioramenti o peggioramenti a seconda delle isole, "anche se speriamo che questi primi elementi possano essere ribaltati in positivo tra 2 o 4 settimane". Ma la Grecia, aggiunge Testi, "é una meta turistica storica e per questa ragione stiamo realizzando progetti promozionali ad hoc, finalizzati anche a tranquillizzare i clienti, visti i disordini che hanno interessato recentemente quel Paese".

 

Il Quotidiano della Basilicata - Gli operatori: «Gli italiani non tradiranno quelle mete»

Giovedì 17 Maggio 2012


L'annus horribilis della Grecia potrebbe spaventare i turisti italiani, da sempre affezionati cultori delle sue bellezze storico-naturali e soprattutto delle sue isole. Potrebbe, ma non è detto. Su questo gli addetti ai lavori mostrano qualche discrepanza: da una parte, rilevano le associazioni di categoria dei tour operator, non ci sarà nessun tradimento da parte dei turisti italiani, anzi si prevede una sostanziale tenuta dei flussi storici, fermi intorno a una quantità storica sedimentatasi nel tempo a 1 milione di vacanzieri, di cui 400 mila in forma organizzata; dall'altra, paventa invece il Gruppo Alpitour, è possibile una frenata generalizzata delle partenze, segnalata da una contrazione delle prenotazioni tra il 10 e il 15% rispetto al 2011. Per Roberto Corbella, presidente dell'Astoi, l'associazione confindustriale dei tour operator, «l'ipotesi futuribile ma non più di tanto, di un eventuale ritorno della Grecia alla dracma avrebbe l'effetto di rendere quel Paese ancora più conveniente per le tasche degli italiani».

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Ansa - Focus Grecia: Operatori turismo, italiani non la tradiranno

Mercoledì 16 Maggio 2012


Astoi, i flussi ‘tengono’; Alpitour, finora prenotazioni a -15%

L'annus horribilis della Grecia potrebbe spaventare i turisti italiani, da sempre affezionati cultori delle sue bellezze storico-naturali e soprattutto delle sue isole. Potrebbe, ma non è detto. Su questo gli addetti ai lavori mostrano qualche discrepanza: da una parte, rilevano le associazioni di categoria dei tour operator, non ci sarà nessun ‘tradimento’ da parte dei turisti italiani, anzi si prevede una sostanziale tenuta dei flussi storici, fermi intorno a una quantità storica sedimentatasi nel tempo a 1 milione di vacanzieri, di cui 400 mila in forma organizzata; dall'altra, paventa invece il Gruppo Alpitour, è possibile una frenata generalizzata delle partenze, segnalata da una contrazione delle prenotazioni tra il 10 e il 15% rispetto al 2011.

Per Roberto Corbella, presidente dell'Astoi, l'associazione confindustriale dei tour operator, “gli italiani, da sempre amanti delle isole greche, non debbono temere il ripetersi di disordini come quelli che abbiamo visto finora sui media, che peraltro hanno interessato quasi sempre Atene”. Inoltre, “ipotesi futuribile ma non più di tanto, un eventuale ritorno della Grecia alla dracma avrebbe l'effetto di rendere quel Paese ancora più conveniente per le tasche degli italiani”. A livello di prenotazioni, aggiunge Corbella, “stiamo assistendo a un forte rallentamento rispetto al 2011, ma ciò - aggiunge - è dovuto più alle incertezze economiche dell'Italia che non ai timori sul futuro della Grecia. Un combinato disposto che sta rafforzando oltre misura il fenomeno del last minute”.

Diverso lo scenario tracciato da Sergio Testi del gruppo Alpitour-Francorosso. “Il cliente italiano si fa influenzare abbastanza dalle notizie dei media e ciò si è riverberato negativamente sulle nostre prenotazioni, in calo del 10-15% rispetto all'anno scorso”. E il dato, rileva, è suscettibile di miglioramenti o peggioramenti a seconda delle isole, “anche se speriamo che questi primi elementi possano essere ribaltati in positivo tra 2 o 4 settimane”. Ma la Grecia, aggiunge Testi, “è una meta turistica storica e per questa ragione stiamo realizzando progetti promozionali ad hoc, finalizzati anche a tranquillizzare i clienti, visti i disordini che hanno interessato recentemente quel Paese. Lo facciamo - sottolinea - perché vogliamo ridare ossigeno alla domanda, ma anche perché la Grecia è un luogo ideale, che sa accogliere tutti i segmenti turistici, dalla famiglia al cosiddetto turismo ‘fai da te’”. 

Il Sole 24 Ore - Una stagione da weekend lunghi

Lunedì 14 Maggio 2012


Dalla Liguria alla Sicilia si punta all'incoming per compensare la flessione delle prenotazioni degli italiani

Previsti in aumento i pernottamenti degli ospiti stranieri e le offerte con sconti 

Meno italiani e più stranieri, più pernottamenti e più promozioni. Potrebbero essere questi i fattori che caratterizzeranno l'estate 2012 per l'industria italiana dell'ospitalità, che si prepara ad affrontare una stagione quanto mai incerta. I pernottamenti della clientela italiana sono previsti in calo ovunque con un rallentamento nelle prenotazioni. La tenuta del mercato è affidata agli arrivi degli stranieri - si attendono incrementi anche a due cifre -, con un aumento nella media dei loro giorni di pernottamento. Gli operatori confidano soprattutto nell'incoming: al mondo l'Italia è la quinta destinazione e nel 2011 è stato registrato un +5,6% della spesa dei turisti stranieri, sfiorando i 31 miliardi di euro. Per le destinazioni più tradizionali potrebbe scattare un massiccio ricorso alle promozioni.

«Tra le mete marine più gettonate è in atto una cannibalizzazione dei prezzi tra tour operator, agenzie e strutture ricettive - segnala Magda Antonioli, direttrice del master in Economia del turismo dell'Università Bocconi di Milano -. In quelle località i listini potrebbero avere forti cali». «La stagione vive l'incertezza portata dai provvedimenti del Governo e in più l'Italia si scopre ancora una volta con un deficit di competitività nel rapporto prezzo/qualità verso altre mete estere», ricorda Flavia Franceschini, direttore generale di Astoi Confindustria Viaggi.

In Toscana, se le città d'arte conservano intatto il loro appeal, i luoghi di villeggiatura al mare attirano di meno. «Sarà difficile ripetere le presenze dello scorso anno. Gli italiani "clienti storici" confermano la presenza, ma riducono i giorni - precisa Paolo Corchia, presidente degli albergatori toscani -. Il costo medio della camera cala leggermente e ci sono offerte aggressive da parte degli hotel a 5 stelle». Tra le spiagge della Versilia tengono gli arrivi dall'estero «con famiglie di ospiti che si fermano per un mese e più».

Anche Amirico Pilati, presidente di Federalberghi Liguria, lancia l'allarme. «Facciamo sforzi incredibili per stare sul mercato, ma combattiano da soli - spiega -. La tendenza degli italiani è di ridurre i weekend a causa del caro trasporti». Contro i collegamenti carenti che frenano gli arrivi dall'estero è stata lanciata l'iniziativa "Fly&drive": un'auto a noleggio, pagata dall'hotel che vi aderisce, a disposizione dell'ospite straniero fin dal suo arrivo in aeroporto. «È un tentativo per avvicinare chi vola low cost». Formula short trip per gli italiani che optano per le spiagge venete, dove «ci attendiamo una tenuta delle presenze grazie a una crescita degli stranieri, soprattutto mitteleuropei: potrebbero compensare il calo, tra il -5 e il -10%, degli italiani, che preferiscono i weekend lunghi» sottolinea Tullio Galfrè, direttore generale dell'Azienda di promozione della provincia di Venezia.

Formula short break da parte dei clienti di lingua tedesca nell'Alto Garda, dove «non si attendono grosse variazioni», dice Roberta Maraschin, direttrice del consorzio GardaTrentino. A Taormina arrivano con il contagocce le prenotazioni degli italiani. Parola di Antonino Belcuore, del dipartimento turismo della Sicilia, che prevede un aumento a due cifre degli ospiti da Regno Unito, Usa, Brasile e Australia, oltre ai tedeschi, legatissimi alla "perla della Sicilia". Sono loro, continua Belcuore, a far migliorare i giorni medi di soggiorno, che dovrebbero passare a 4,2 contro i 3,6 del 2011. Anche nella penisola sorrentina a soffrire è il flusso di turisti italiani, rimarca Gianni Terminiello, funzionario dell'azienda turistica di Sorrento, che prevede una flessione della media dei giorni di pernottamento a 3,9 dai 4,2 del 2011. «I nuovi turisti arrivano da India, Corea del Sud e Cina: ormai sono "pari" ai giapponesi per qualità e capacità di spesa, con soggiorni standard di tre giorni - aggiunge -. In netta ripresa gli arrivi da Usa e Inghilterra e anche i russi sono sempre più presenti». 

Permanenze più ridotte sul l'arco alpino, «che perderà qualche punto percentuale di quota di mercato» aggiunge Antonioli. «Tra gli italiani sono in forte calo le famiglie che prenotano per tre settimane - conferma Valerio Tabacchi, vice presidente del Consorzio Dolomiti - e gli hotel oggi si affidano al trade anche per l'alta stagione». Crescono gli arrivi dall'Est e dal Nord Europa «e forse gli arrivi dei polacchi questa estate supereranno quelli dei tedeschi, mentre a Cortina i giapponesi sono aumentati del 50%». Tra il Monte Bianco e il Cervino si assiste a un allungamento dei pernottamenti degli stranieri, «la media è di quattro giorni contro i due di qualche anno fa» precisa Gabriella Morelli, direttore promozione e marketing del l'assessorato Turismo della regione Valle d'Aosta. - di Enrico Netti

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Turismo & Attualità - Turismo ballerino

Lunedì 14 Maggio 2012


"Il vecchietto dove lo metto", recitava un motivetto. E sembra che il comparto turismo abbia lo stesso destino: trovare una sua collocazione. Anche se il turismo non è certo un vecchietto, anzi un settore economico con delle indubbie potenzialità moltiplicatrici, se ben gestito... Di fatto, ci risiamo: il Governo è alla ricerca di una nuova collocazione del Dipartimento Turismo con la giustificazione del "risparmio" e del taglio alle spese, come è stato indicato nell'ambito del decreto di spending review. Ipotesi lanciata (altra voce circolata una possibile chiusura...) l'accorpamento del Dipartimento al Ministero per gli Affari Regionali. Immediata l'alzata di scudi delle categorie che hanno una lunga memoria di queste scelte, generalmente sempre definite strategiche.

Chiara e lucida la posizione di Astoi Confindustria Viaggi per voce del suo presidente Roberto Corbella che è andato al di là del dibattito su possibili accorpamenti e del gioco dei favorevoli e contrari. "Intendiamo ancora una volta ribadire - ha dettoCorbella - che il vero problema è che in questo Paese non si è mai avuto un programma politico chiaro, un piano industriale degno di questo nome per il turismo. In particolare, dal 1993 in poi, dopo la soppressione per referendum abrogativo del Ministero del Turismo, Sport e Spettacolo, abbiamo assistito a uno schizofrenico balletto di competenze che ha visto il passaggio di testimone prima a un Dipartimento presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, poi al Ministero dell'Industria, Commercio e Artigianato, in seguito al Ministero per le Attività Produttive e, infine, all'attuale Dipartimento per lo Sviluppo e la Competitività del Turismo. Il tutto - ancora Corbella - condito da una sovrapposizione ed una confusione tra competenze statali e regionali in materia, derivata anche dalla riforma del Titolo V della Costituzione". Una questione che prende molto spazio in dibattiti e convegni turistici per rimanere, poi, sempre al palo.

Secondo Corbella, inoltre, la prova più lampante di questa sovrapposizione di competenze è stata la recente dichiarazione di incostituzionalità di alcuni articoli del Codice del Turismo, voluto dal precedente ministro del turismo Brambilla che "non si sa bene per quale urgenza, non ha preso in considerazione le osservazioni di Regioni e Categorie". Una stoccata va anche all'attuale ministro Gnudi, di cui effettivamente non è chiara la "vision". "Dal giorno del suo insediamento a oggi - ha evidenziato Corbella - non siamo riusciti a cogliere alcun intervento di indirizzo per lo sviluppo del settore. Forse l'ipotesi di accorpamento con gli Affari Regionali potrebbe semplificare la vita all'attuale ministro, ma se non venisse risolto a monte il problema del rapporto con le Regioni, non servirebbe a nulla". Per concludere: "Pur essendo d'accordo sull'adozione di misure atte al contenimento dei costi e degli sprechi delle pubbliche amministrazioni, riteniamo che, per un settore da tutti riconosciuto come uno dei pochi che potrebbe ancora svolgere un'importante azione di traino dell'economia del nostro Paese, sia essenziale ed irrimandabile definire una strategia di rilancio. Solo in considerazione dell'attuazione di tale strategia potranno essere, a ragion veduta, tracciate le logiche di una futura governance".

Perplessità sono state espresse anche dal presidente Federturismo Renzo Iorio che ha puntato il dito sulla necessità del settore turismo "del rilancio di una forte politica nazionale e visione unitaria. Con l'accorpamento ventilato agli Affari Regionali, si corre il rischio di impedire allo Stato di intervenire concretamente sul settore come invece necessario in questa fase storica". Parere negativo anche da Fortunato Giovannoni, presidente Fiavet Nazionale. "Con la giustificazione del taglio dei costi - ha dichiarato - si interviene su una leva, il turismo, che può essere volano per il rilancio dell'economia italiana. Già da adesso, promettiamo tutto il nostro impegno contro questa possibilità". Contrario, e anche un po' sorpreso, il coordinatore degli assessori al Turismo, Mauro Di Dalmazio, che a nome delle regioni italiane, ha affermato: "Questa idea di accorpamento ci pare in netto contrasto con quanto fatto finora e con il costruttivo clima di collaborazione che si è instaurato tra le Regioni e il Governo. Pensare di rilanciare il turismo nel nostro Paese senza nemmeno un Dipartimento, appare sinceramente difficile. Ma soprattutto in un momento così delicato per il turismo non è condivisibile pensare ad ulteriori tagli. Le Regioni italiane stanno concordando con il ministro Gnudi le azioni e le iniziative da inserire nel Piano Strategico del Turismo. Si tratta di condividere uno strumento di programmazione che per la prima volta traccia le linee di lavoro per un rilancio del turismo nel nostro Paese. Ci aspettiamo dunque un segnale forte di attenzione sui temi del turismo diverso dal passato". - di Ester Ippolito

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Guida Viaggi - Dumping, espressione scomoda

Lunedì 14 Maggio 2012


I t.o. concordano sulla necessità di operazioni tattiche per incentivare le partenze e riconoscono il rischio nel superare la soglia

“Siamo fortemente preoccupati dalla politica dei prezzi attuata da Valtur, distorsiva nei confronti del mercato in quanto improntata ad una flessione molto consistente rispetto alle tariffe pubblicizzate nel relativo catalogo”. Così si esprimeva qualche settimana fa il presidente di Astoi Confindustria Viaggi, Roberto Corbella, facendosi portavoce di un disagio diffuso tra i tour operator per questa politica di prezzi al ribasso. Una mossa che stupiva per almeno due motivi: spezzava il consueto atteggiamento di distacco dell'associazione rispetto alle politiche commerciali delle aziende e trascurava il fatto che parte dei suoi stessi associati avevano negli anni contribuito allo svilimento dei prezzi. Secondo Gino Andreetta, direttore generale Club Med Italia, però, il vero problema è un altro: "Bisogna capire cosa si intende per dumping - dichiara a Gv -. Ad oggi si può avere soltanto la visione del proprio prezzo, ma non si può sapere quale è quello di acquisto delle altre aziende. Allora mettere sul mercato le nette a -30 o -40% vuol dire fare dumping?", si chiede e per tutta risposta aggiunge: "Noi riteniamo che l'agente di viaggi sia il tramite per dare fiducia al mercato e da parte nostra c'è l'impegno di mantenere coerenza nella politica di advanced booking e nella qualità offerta, primo aspetto che si rischia di perdere quando si scende nella mischia dei prezzi". In un mercato che in 4 anni ha perso tra il 30 e il 40% del suo mercato, come racconta Andreetta, e in cui l'offerta è ben superiore alla domanda, diventa difficile non agire sulla leva tariffaria.

Campagne per tutti

"Tutti - ammette Angelo Cartelli, direttore commerciale e marketing Eden Viaggi - abbiamo la necessità di fare campagne di prodotto per un certo periodo, certo non è una prassi attuabile 12 mesi l'anno. Noi anzitutto abbiamo cercato di attuare una politica di Super Price aggressiva che non ci facesse finire nella morsa del last minute. E' vero anche che talvolta il Super Price 1 non è stato sufficiente e abbiamo dovuto ritoccare il prezzo, ma ci si concentra solo su campagne tattiche con un inizio e una fine ben definiti. Piuttosto preferiamo sospendere la catena charter". Una riduzione voli che è stata attuata dal t.o. nella coda di stagione invernale per le catene di lungo raggio. Commentando il trend estivo, Cartelli dichiara che "giugno, luglio e agosto sono in ritardo. Funzionano bene Mar Rosso e Tunisia, mentre la Grecia è in flessione". In termini di volato charter l'estate di Eden si presenta con numeri in linea con lo scorso anno, "ma non abbiamo ancora previsto i voli speciali aggiuntivi di agosto. Vedremo più avanti".

Meno persone in viaggio

Il manager di Eden è certo di una cosa: "Quest'anno viaggeranno meno persone e la partita dell'estate si farà interessante. Per crescere bisognerà erodere quote ai competitor. Si rende necessaria una maggiore trasparenza e, per il bene di tutti, sarebbe il caso di sedersi attorno a un tavolo e discutere". Per Alberto Corti, direttore Federviaggio, parlare di dumping implica avere a disposizione parametri e valori di riferimento, "ma in questa fase è impossibile, perché gli stessi fornitori di servizi si trovano a dover rifare i prezzi e il mercato charter è in calo almeno del 15%". A scendere è il fatturato e la qualità dei ricavi prodotti.

Negoziazioni addizionali

Il Gruppo Kuoni è al lavoro sul pricing. Lo ha annunciato nei giorni scorsi l'azienda presentando la nuova sede milanese. "Sono in vista negoziazioni addizionali - ha anticipato il coo Kuoni Italia, Stefano Cerrato che saranno però indirizzate verso alcune destinazioni e proposte specifiche, rivolte ad alcuni target quali viaggi di nozze e single". "E' una ricontrattazione continua", ha rimarcato Mario Vercesi, ceo Best Tours, rispondendo ad una domanda sul livello dei prezzi del prodotto mar Rosso. Il manager, però, ha sottolineato con forza che "sotto un certo livello non si può andare, pena il non poter garantire la qualità che il cliente si aspetta dal gruppo. Tanto che in molti casi si è deciso di creare in sede di contrattazione dei paletti in modo che non sia il fornitore stesso a creare concorrenza sulla concorrenza". In casa Kuoni il monitoraggio delle tariffe è ormai diventato una costante, con un controllo di quanto fanno i competitor e con un lavoro condotto da un team centrale di pricing, iniziativa a livello di gruppo, importata anche in Italia.

Parte dall'analisi dell'inverno, Sergio Testi, direttore divisione Easy del Gruppo Alpitour , da pochi giorni sotto la guida del nuovo a.d. e presidente Gabriele Burgio, per spiegare che "l'advanced booking ha faticato, ma per effetto anche di un early booking più corto". La campagna di prenotazione anticipata dedicata all'estate con scadenza a fine marzo, invece, "ha prodotto il 25% di fatturato dell'estate sul prodotto charter, rispetto ad un 23-24% dell'esercizio precedente". E' però cambiato il mix di prodotto: "Mar Rosso e Tunisia riscontrano un ottimo andamento, grazie ad un buon rapporto qualità-prezzo. In ritardo rispetto allo scorso anno sono Spagna e Grecia". Il target delle famiglie, secondo Testi, sta rispondendo, ma "il ritardo lo incontreremo in chi vive una situazione di instabilità". Il gruppo intanto ha impostato una campagna di promozione sulla Grecia, "senza però ricorrere a una politica di dumping" e cerca di accelerare anche grazie alle attività dei network e con il sostegno dei "grandi clienti". "Alle stesse condizioni accordate al resto del mercato", promette il manager. Commentando il buon riscontro di vendite di BravoNet-Hp dopo l'ingresso nella propria orbita in seguito all'operazione condivisa con Costa Crociere, spiega: "E' inevitabile che i network di proprietà cambino le proprie strategie, ma non abbiamo adottato modalità diverse da quelle tradizionali". Sul lungo raggio il gruppo ha sostenuto il prodotto con l'iniziativa  “no fuel” valida fino a fine marzo e che eliminava gli adeguamenti carburante. Per il peso del last minute nel mese di maggio Testi dichiara infine "un 15-20% di incidenza. Vedremo poi cosa succederà nei prossimi mesi…". - di Laura Dominici

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