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La Gazzetta Del Mezzogiorno ED. NAZIONALE - L'Italia sfida la nube via libera ai voli
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Ceneri oltre le Alpi. L'Enac ha autorizzato la ripresa da stamattina

• L'Enac, l'ente nazionale aviazione civile, ieri sera ha deciso la riapertura di tutto lo spazio aereo nazionale da questa mattina alle 7. I cieli del Nord Italia erano stati interdetti ai voli - fatta eccezione per quelli di Stato, militari e d'emergenza - per effetto della nube di cenere sprigionata dal vulcano islandese Eyjafjallajökull. La decisione - ha spiegato il presidente dell'Enac, Vito Riggio ieri sera - è stata presa in base allo spostamento della nube al di là delle Alpi per effetto dei venti, in base ai bollettini diffusi dall'agenzia del volo europea Eurocontrol. Prevedibilmente oggi tutti i collegamenti aerei nazionali - con la riapertura delle attività di volo negli scali del Settentrione - dovrebbero riprendere regolarmente, salvo incognite della notte. Infatti se la situazione meteorologica nella notte fosse cambiata, l'Enac potrebbe aver adottato nuove e diverse decisioni.

 

L'ESPERTO: I PRODUTTORI DI AEREI NON SONO PREPARATI - La situazione nel pomeriggio non era così tranquilla. La nube spinta dai venti dall'Islanda sul Vecchio continente sembrava diretta verso il Sud Est, verso il Mediterraneo e quindi orientata a coprire tutta o quasi tutta la penisola italiana. Lo indicava Mauro Coltelli, vulcanologo dell'Ingv (l'Istituto nazionale italiano di Geofisica e vulcanologia). Secondo l'esperto l'eruzione sta continuando, anche se la sua intensità non è tale da preoccupare i vulcanologi: «Le notizie che vengono dalla rete internazionale dei vulcanologi - continua Coltelli - sono che l'eru - zione non ha ancora diminuito la sua intensità, cosa che comunque dovrebbe avvenire nei prossimi giorni. Come dimensione, questa eruzione non è tra le più grandi, anzi, è simile all'ultima che ha interessato l'Etna. Il problema è che la nube di ceneri ha interessato uno spazio congestionato dagli aerei, e ha mandato in tilt il traffico». Secondo il vulcanologo italiano nel caos di questi giorni una parte di responsabilità ce l'hanno anche i produttori degli aerei: «Il problema è che non si conosce bene l'esatto danno che la cenere provoca agli aerei - osserva – per cui, per precauzione, si lasciano a terra. Noi vulcanologi abbiamo fatto spesso presente la necessità di fare dei test specifici, che sono ampiamente alla portata delle tecnologie esistenti, ma i produttori fanno orecchie da mercante». L'esperto esclude anche che dalla nube possano venire danni alla salute: «Questo tipo di eruzione non genera nubi particolarmente tossiche».

IERI PER I VOLI UN'ALTRA «GIORNATA NERA» - Quella trascorsa ieri è stata intanto un'altra giornata «nera» per i voli. Oltre 700 quelli cancellati tra Malpensa e Linate, 500 a Fiumicino, 120 a Capodichino, per citare soltanto gli scali più grossi: del tutto chiusi gli aeroporti di Firenze e Pisa. Cifra approssimativa, 1500 voli e forse più. Tutto sempre a causa della nube di ceneri sprigionata dal vulcano islandese. E una parte dei viaggiatori rimasti appiedati e costretti a bivaccare nelle sale d'attesa degli aeroporti - dove in tanti hanno trascorso un'altra notte su giacigli di fortuna oltre che su brandine messe a disposizione dalla Protezione civile - ha preso d'assalto le stazioni ferroviarie. File di due ore alle biglietterie di Termini, code fino a 50 metri alla stazione centrale di Milano, spesso inutili, visto che per le destinazioni internazioni i posti sono esauriti dal capoluogo lombardo sino a martedì e da Roma sino al 23. Lunghe code anche alla stazione ferroviaria di Santa Maria Novella a Firenze, dove un'ottantina di persone ha trascorso la notte nelle sale d'attesa. Situazione analoga a Pisa dove sono stati presi d'assalto anche gli autonoleggi. E c'è pure chi, pur di tornare a casa, non ha esitato a spendere sino a 2000 euro per un viaggio in taxi.

DANNI PER MILIONI DI EURO - Una lunga odissea per i nostri turisti, in Italia e all'estero, e un danno per tour operator e agenzie di viaggio quantificabile, secondo primi calcoli, in qualche milione di euro: si chiude con un bilancio amaro la due giorni di chiusura dei cieli europei provocata dalle ceneri del vulcano islandese, comparabile addirittura secondo l'Associazione dei tour operator italiani agli effetti prodotti dalla catastrofe dell'11 settembre 2001. Nel frattempo sono numerosi i vacanzieri italiani rimasti nelle mete turistiche in attesa di un vettore che li riporti a casa; allo stesso modo di chi ha deciso di arrangiarsi, magari in taxi, spendendo cifre considerevo l i . Nel frattempo il presidente dell'Astoi, l'Associazione nazionale dei tour operator, ha tranquillizzato i tanti turisti che hanno dovuto rinunciare alla vacanza per l'im possibilità di prendere un volo: «a loro proponiamo un cambio della data di partenza», ha ricordato Roberto Corbella. «Per chi invece dovesse decidere di rinunciare alla vacanza siamo pronti a rimborsare in maniera totale i costi sostenuti». Pronta una soluzione anche per i tanti rimasti in attesa di un volo per tornare a casa: «in questi casi è possibile chiedere il pagamento dei costi dell'albergo per le giornate extra-vacanza anche se spesso se ne fa carico l'operatore turistico». Una disamina di questa vicenda fa però scuotere la testa a Corbella, per il quale il blocco può essere costato anche qualche milione di euro, che non ha esitato chiedere, «come abbiamo più volte invocato già in passato, l'istituzione di un fondo di garanzia nazionale finalizzato a fronteggiare emergenze come quella attuale». E, insiste, in mancanza di una misura di questo tipo, «chiediamo al governo di farsi promotore per una dichiarazione di stato di calamità a livello europeo, sollecitando altresì l'ado - zione di misure idonee a garantire il rimpatrio dei passeggeri sparsi per il mondo e a fronteggiarne i relativi oneri». In mattinata da Fiumicino la compagnia Meridiana ha allestito 4 voli per riportare in Italia circa 900 turisti rimasti bloccati a Sharm El Sheik.