L'Agenzia di Viaggi - Egitto, è iniziata la ripresa
L’Ente del Turismo egiziano ha organizzato “Egitto nel cuore”, un viaggio per operatori e giornalisti ideato per fare il punto sulla situazione turistica del Paese e rassicurare gli addetti ai lavori sulla completa operatività di strutture e mete turistiche e sulla volontà del ministero del Turismo egiziano e del suo nuovo ministro di sostenere gli operatori che programmano l’Egitto.
Ritorno alla normalità
Al tavolo della conferenza hanno fatto il punto Mounir Fakhry Abdel Nour, nuovo ministro del turismo egiziano; Hussein Massoud, ceo di Egyptair; Roberto Corbella, presidente Astoi, e Amr El Ezaby, direttore dell’ente nazionale del Turismo egiziano.
«Non svaluteremo il prodotto»
«L’Italia nel 2004 è stata la prima nazione a superare il milione di arrivi in Egitto e oggi è il nostro quarto mercato internazionale – ha esordito il ministro Abdel Nour – stiamo ancora studiando il piano di rilancio per il turismo, ma di certo non svaluteremo il nostro prodotto, già molto competitivo soprattutto sul Mar Rosso».
Un piano di incentivi per gli operatori
Il ministro ha poi confermato che il Paese sarà all’ITB di Berlino e sta programmando una visita ufficiale a Roma. «A breve vaglieremo un piano di incentivi per gli operatori che investiranno sul recupero del nostro turismo».
«Siamo qui per vedere senza filtri – ha detto Roberto Corbella – e la situazione sta tornando alla normalità. Si respira l’aria di una generale volontà della popolazione di vivere questo nuovo corso con entusiasmo e condivisione. Il turismo non può essere la risposta a tutto, ma può dare un aiuto considerevole».
Più voli Egyptair
«Dal 27 marzo, con l’avvio dell’orario estivo – ha annunciato il ceo di Egyptair Hussein Massoud – aumenteremo il nostro operativo con 10 nuove frequenze, per un totale di 33 la settimana tra Roma, Milano e Catania. E stiamo progettando un’espansione su Taba e Marsa Matrouh».
«Il business turistico egiziano si deve per quasi l’80% a tour operator e voli charter – ha detto poi Amr El Ezaby – per questo vogliamo garantire agli operatori italiani che l’Egitto è come sempre capace di offrire tutte le bellezze e le risorse culturali che possiede, e anzi ora offre anche qualcosa in più». E dopo la visita al Cairo del ministro degli esteri Franco Frattini, tutto lascia prevedere che lo sconsiglio della Farnesina verrà presto rimosso su Cairo, Alessandria e Suez, mentre e già ripresa la programmazione dei maggiori t.o. italiani verso il Mar Rosso. La sensazione comune degli operatori è che l’Egitto, in particolare le zone archeologiche, potrà riprendere il suo normale ritmo incoming verso Pasqua.
Hanno partecipato al viaggio operatori e rappresentanti delle associazioni di categoria: Alberto Corti, direttore generale di Federviaggio; Giuseppe Boscoscuro, Desert in Style; Gianni Galli, Best Tours; Armando Buzzi, Seshat International; Monica Maria Rita Fedele, Aviomar; Silvia Russo, Sylvia Tours; Migirdic Donduyan, New Millennium; Luisa Casarin, Metamondo; Mohamed El Kattan, MISR Travel; Irene Mungai, Phone & Go; Quirino Falessi, Viaggi del Turchese; Fabrizio Capurro, Swan Tour; Wael Kadry, direttore Egyptair Italia.
«Sono nato al Cairo e conosco la realtà dell’Egitto: la rivoluzione covava da tempo, la gente era stanca della corruzione di polizia e istituzioni, vuole la legalità e questo farà bene anche al turismo – ha detto Georges Adly Zaki, presidente di Swan Tour – L’Egitto è tranquillo, come il suo popolo. Qui 10 milioni di persone lavorano nel turismo e con gli italiani c’è sempre stata una gran familiarità. E Sharm el Sheikh non è una città, ma una località balneare che prima non c’era, dove la gente viene a lavorare ma ha famiglia altrove».
L’occasione per constatare in prima persona la tranquillità e fruibilità del luogo è stata la due giorni a Sharm el Sheikh riservata ai giornalisti delle più importanti testate, TV e agenzie di stampa italiane, ospitati al Novotel Beach di Naama Bay. L’evento è stato organizzato da Blue Panorama Airlines e da un gruppo di t.o. italiani specializzati sull’Egitto: Swan Tour, Eden Viaggi, Settemari, Alpitour, InViaggi e Viloratour. I t.o. hanno fatto squadra, in una sinergia rara in questo ambiente.
«Sotto un’unica bandiera»
«Siamo uniti sotto un’unica bandiera perché sulla destinazione Mar Rosso, strategica per noi, torni il turismo. E ci sono tutti gli ingredienti per la ripresa, a cominciare dalla sicurezza – ha spiegato il presidente di Bpa Franco Pecci – il 30-35% del turismo a Sharm è italiano e il 2010 per noi è andato molto bene, con 1.600 voli sul Mar Rosso per oltre 60 milioni di fatturato. Anche il 2011 prometteva bene. Ora bisognerà lavorare ancora più in sinergia con i t.o. italiani ed egiziani, per far tornare i turisti sul Mar Rosso. L’idea – ha concluso Pecci – è di avere una forte ripresa verso Pasqua». Così dal 5 marzo Bpa ha ripreso il suo operativo regolare, per ora con solo il 50% dell’offerta.
«L’Egitto per tutti noi è rilevante per volume di business, e con questa iniziativa vogliamo dare un segnale forte anche al mondo dell’intermediazione, con cui siamo sempre in contatto – ha detto Massimo Mariani, responsabile commerciale Italia di Eden Viaggi – Viaggiare con un t.o. distribuito in adv è sempre una garanzia: oggi rischia di più chi organizza viaggi fai da te».
Per il turismo italiano il Mar Rosso è una meta insostituibile, ha insistito Vincenzo Angelino, titolare di Viloratour, «l’unica dove si opera tutto l’anno con una formula letteralmente inventata dal mercato italiano: mare attraente, villaggi con animazione, cucina e assistenza italiane e strutture di alta qualità acquistate a prezzi ragionevoli».
Per una ripresa equilibrata
La domanda sull’Egitto è sempre stata forte, «ma all’improvviso ci siamo trovati, con lo sconsiglio, a dover cancellare tutte le partenze e far rimpatriare gli ospiti, tutto a spese degli operatori – ha ricordato Giancarlo Macchia, direttore prodotto Alpitour World – Ora gli ordini stanno crescendo, ma lentamente. Saranno importanti le nuove prenotazioni, che contiamo di ricevere consistenti entro marzo. Ma la ripresa dev’essere gestita equilibratamente, comunicando che l’Egitto è tranquillo ed evitando una politica di offerta aggressiva, poco corretta sia nei confronti del cliente che degli hotel».
«Chi lavora in Egitto non deve aver bisogno di emigrare – ha detto Guido Ostana, direttore commerciale di Settemari – Ma c’è anche un sistema Italia che lavora con l’Egitto, dai t.o. alle 10mila adv che vendono il Mar Rosso, al personale in aeroporto, a ogni villaggio che ha almeno 30 addetti italiani».
«E il nostro non è un appello disperato dei t.o. – ha sottolineato Renato Martellotti, titolare di InViaggi – ma la comunicazione che dal 5 marzo riprendono i voli, che crediamo nella destinazione, sulla quale continuiamo a investire i nostri soldi e ad assumerci le nostre responsabilità. Abbiamo dato le nostre garanzie sulla tranquillità del Paese e dei luoghi del turismo».
Importante, soprattutto nei momenti di crisi, la collaborazione con le istituzioni italiane. E qui si è riparlato della necessità di un fondo di garanzia che in casi come questi non lasci responsabilità e spese sempre e solo a carico di t.o. e vettori.












































