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Guida Viaggi - L'effetto riprotezioni
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Perdite secche per le imprese, che si appellano al Governo, mentre si riprogrammano voli e servizi a terra ella crisi egiziana e tunisina non si è dato spazio sufficiente ai costi inflitti alle imprese turistiche, che si stanno muovendo a livello associativo per sensibilizzare il Governo sulle ricadute negative in termini di conto economico e di perdita dell'occupazione. Sono stati formalmente chiesti temporanei slittamenti delle scadenze e sgravi di imposte per le imprese, oltre che semplificazioni di procedure. Il primo gruppo turistico europeo, Tui , ha già contabilizzato in 35 milioni di euro il conto da pagare e il numero due Thomas Cook ha stimato la perdita in 20 milioni di sterline. E' la stampa francese a mettere in luce il fatto che i costi subiti in seguito alle rivolte non sono coperti dalle assicurazioni e in Francia si chiede un fondo di garanzia specifico: "Nessun assicuratore garantisce contro la perdita legata ad avvenimenti come quelli accaduti in Nord Africa ", dicono gli addetti ai lavori. In Italia la situazione è la medesima, se non peggiore, visto che l'attuale gestione del fondo di garanzia è sconosciuta ai più, i fondi sono inconsistenti e da tempo le associazioni chiedono un adeguamento. Inoltre c'è da gestire il problema della superpolizza richiesta dal Codice del turismo, ora all'esame del Parlamento.

Massimo Corsi , responsabile tour operator di Europ Assistance , commenta: " La nostra posizione e quanto applichiamo è ben condiviso dalle indicazioni che Astoi ha dato. Nel caso Egitto- Tunisia sono i t.o. a dover provvedere alla riprotezione dei clienti o al prolungamento di soggiorno nel caso di impossibilità a tornare. Oggi noi, come tutte le altre compagnie assicurative, escludiamo rimborsi in casi simili ". E in merito alla superpolizza si è ribadito che " tali coperture non sono possibili, sia per il rischio che per i costi che dovrebbero essere sostenuti ". Lettori divisi sulle riprotezioni All'indomani del blocco delle partenze verso i due Paesi nordafricani, e presi dalla ricerca di destinazioni dove riproteggere i passeggeri ed organizzare le partenze future, sono state dunque le Canarie la scelta prediletta. Ma davvero possono rappresentare l'alternativa vantaggiosa a Mar Rosso e Tunisia? Lo abbiamo chiesto ai lettori di www.guidaviaggi.it , che dimostrano pareri divisi quasi in misura equa: in lieve vantaggio i no , 55%, dice di sì il 45%. Anche i colleghi europei hanno preso a rimodulare le proprie programmazioni. Il limite temporale è, per ora, aprile: si proiettano fin qui, infatti, i cambiamenti alla programmazione prima imperniata soprattutto sull'Egitto. Poi da maggio si entra sempre più ufficialmente nella vera stagione mediterranea, e si vedrà. Il colosso Tui ha deciso di destinare fino a metà aprile 50mila posti aggiuntivi su Canarie (40mila) ed Antalya (10mila). Canarie in primo piano anche per il gruppo tedesco Fti , che ha incrementato i voli Air Berlin. Anche i t.o. francesi si sono riorganizzati, ma hanno ampliato gli orizzonti. Look Voyages per esempio ha ampliato l'offerta su Marocco e Repubblica Dominicana. Thomas Cook punta su Tenerife e Fuerteventura, ma Fram ha deciso di aumentare l'offerta anche su Baleari, Turchia, Malta, e sulle nostre Sicilia e Sardegna. Anche le compagnie aeree si riorganizzano. La britannica Jet2.com , ad esempio, ha deciso di sospendere il Mar Rosso dal 1° marzo. Circa 4mila posti alla settimana verranno dirottati su Spagna e Portogallo, approfittando anche del crescente interesse degli inglesi per queste mete. Qualche mossa si è iniziata a vedere anche tra i t.o. nostrani, passata la concitazione dei giorni caldi della crisi. Sicuramente una spinta seppure inconsapevole - al mercato può arrivare dall'apertura delle vendite andi Laura Dominici e Mariangela Traficante ticipate sul Mare Italia, ma se questo può aiutare sulle partenze estive, rimane un argomento ancora debole sulla primavera. Su questo fronte alcuni t.o. si sono dati da fare prolungando alcune aperture ed anticipandone altre. Veratour , ad esempio, ha posticipato al 30 aprile la chiusura del Veraclub Crystal Bay in Kenya e del Sunset Beach di Zanzibar. Welltour , di contro, che ha lanciato già dal 10 febbraio le vendite sulla Spagna, ha deciso di anticipare la stagione del Club Cotillo Beach di Fuerteventura, al via dal 3 aprile. E chissà se il debutto di Eden sulle Canarie fosse già stato programmato per l'inizio dell'anno, o se il t.o. abbia deciso di anticiparlo vista la contingenza. Fatto sta che dal 14 febbraio scorso si vola per Fuerteventura e Lanzarote, con dieci strutture. Sono quindi soprattutto le Canarie ad essere chiamate in causa, e per l'arcipelago si tratta di un'occasione da non sprecare. Secondo le previsioni raccolte dai tour operator europei, fino al termine della stagione invernale potrebbero arrivare nell'arcipelago 300mila turisti in più rispetto al solito (in pole position scandinavi, tedeschi, e noi italiani), e gli stessi operatori avrebbero richiesto all'aeroporto di Lanzarote circa 65mila slot aggiuntivi, mentre Aena, stima che per l'estate l'offerta aerea sulle Canarie potrebbe crescere del 7% sull'anno scorso.

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