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Tunisia: nuovo governo ma molti vecchi ministri
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Il premier: ministri confermati hanno ''sempre agito per preservare l'interesse nazionale'' e ''hanno le mani pulite''

TUNISI - La Tunisia "sembrava gestita dalla moglie di Ben Ali": così il premier tunisino Mohammed Ghannouchi.

Il premier ha detto di "aver avuto l'impressione" che Leila Trabelsi, moglie dell'ex presidente Ben Ali, dirigesse il Paese "alla fine del regno" dell'ex uomo forte di Tunisi. "Tutti coloro" che hanno avuto un ruolo nella repressione in Tunisia "ne risponderanno davanti alla giustizia", ha poi sottolineato Gannouchi intervistato dalla radio francese Europe 1. I ministri che sono stati confermati nel nuovo governo tunisino hanno ''sempre agito per preservare l'interesse nazionale'' e ''hanno le mani pulite'', ha spiegato ancora.

Rachid Ghannouchi, il leader del partito islamista tunisino Ennahda messo al bando all'inizio degli anni '90 da Ben Ali, "rientrera' in Tunisia solo dopo una legge di amnistia", ha detto il premier tunisino. Il leader del partito islamista tunisino, in esilio a Londra, "non potrà tornare in Tunisia senza una legge di amnistia" che annulli la condanna all'ergastolo del 1991 che pende sul suo capo, ha detto il premier tunisino.

Diversi ministri del vecchio governo, tre leader dell'opposizione, alcune figure della società civile. E' questo il nuovo governo di unità nazionale annunciato nel pomeriggio di ieri a Tunisi dal premier incaricato Mohammed Gannouchi, pochi giorni dopo la fuga all'estero del desttituito presidente Ben Ali. Degli esponenti del precedente esecutivo, tre occupano altrettanti posti chiave: il dicastero degli Interni, con Ahmed Friaa insediato la scorsa settimana da Ben Ali nell'estremo tentativo di riprendere in mano il controllo del Paese, e quello degli Esteri con Kamel Morjane.

Ma dal vecchio governo giungono anche i titolari della Difesa e delle Finanze. Soltanto tre gli esponenti dell'opposizione nel nuovo esecutivo: il fondatore del Partito Democratico Progressista, Najib Chebbi, nel ruolo di ministro per lo Sviluppo regionale (cruciale in un Paese dove proprio le disparità di sviluppo tra diverse regioni sono state all'origine della rivolta); Mustafa Ben Jafaar, leader dell'Unione per la libertà e il lavoro, alla Salute; Ahmed Ibrahimi, leader degli ex comunisti dell'Ettajdid, all'istruzione superiore. I primi due partiti non hanno deputati in Parlamento, il terzo ne ha due. Il nuovo esecutivo dovrà condurre in due mesi alle prossime presidenziali. Gannouchi ha promesso la "totale libertà di informazione" e annunciato l'abolizione del ministero dell'Informazione. Il nuovo governo si impegna a liberare tutti i prigionieri politici e ha annunciato la legalizzazione delle Ong bandite dal vecchio regime, fra cui la Lega per i Diritti umani.

Il primo ministro tunisino Mohammed Ghannouchi, intervistato dall'emittente televisiva Al-Arabiya, che le elezioni politiche si terranno entro sei mesi. In precedenza si era parlato di due mesi. – Fonte: ANSA.it