Turismo internazionale in ripresa nel 2011, ma a macchia di leopardo
Il Barometro del turismo mondiale pubblicato nei giorni scorsi dall’UNWTO ha segnalato una generale ripresa del settore nei primi otto mesi del 2010.
Non solo gli arrivi da turismo internazionale hanno recuperato il calo subito nel 2009, ma hanno anche superato i livelli che erano stati raggiunti nello stesso periodo del 2008, quando la crisi economica non era ancora iniziata.
L’Organizzazione Mondiale del Turismo invita comunque alla cautela, in quanto la ripresa si sta verificando in maniera irregolare, cioè a macchia di leopardo. Mentre infatti il Medio Oriente e l’area Asia e Pacifico fanno registrare picchi di crescita di gran lunga superiori alle perdite subite nel 2009, in Europa e nelle Americhe il pieno recupero non si è ancora verificato. L’Africa, dal canto suo, dopo essere stata l’unica regione al mondo a segnare risultati positivi nel 2009 (+3,3% rispetto al 2008), ha visto crescere ancor di più gli arrivi nel 2010 (+9,4%).
È pur vero che il turismo, come già avvenuto dopo gli attacchi dell’11 settembre nel 2001 e l’allarme SARS nel 2003, sta mostrando ancora una volta capacità di recupero che vanno oltre le aspettative. Il trend del periodo gennaio-agosto 2010 ha superato le stime preliminari elaborate per il Barometro di gennaio, grazie alla crescente propensione a viaggiare dei cittadini dei paesi emergenti e al recupero di mercati consolidati come l’Europa Occidentale e il Giappone. Fenomeni del genere confermano che ci troviamo di fronte a una ripresa reale, che dovrebbe continuare ad alimentare i flussi fino alla fine dell’anno. Il ritmo di crescita pare destinato a rallentare nell’ultimo trimestre di quest’anno, ma solo perché negli ultimi mesi del 2009 la ripresa era già partita in diverse sub-regioni mondiali.
Dato il trend attuale, l’UNWTO prevede che gli arrivi internazionali saranno aumentati, a fine anno, del 5-6%, superando di 45-50 milioni di unità quelli del 2009 e battendo di 5-10 milioni di unità il record del 2008. Da qui a dicembre, tutte le regioni mondiali saranno tornate a registrare una crescita reale, con eccezione dell’Europa. Tra gennaio e agosto, gli arrivi internazionali nel Vecchio Continente sono cresciuti del 2,6% rispetto allo stesso periodo del 2009, a fronte di un calo del 5,6% subito l’anno scorso. L’Europa dovrà quindi percorrere qualche chilometro in più sulla strada che conduce alla ripresa rispetto alle altre regioni mondiali. Ciò è particolarmente vero per l’Europa settentrionale, unica sub-regione al mondo ad aver visto calare gli arrivi (del 2,7%) nei mesi considerati, e per l’Europa centro-orientale che, nonostante un incremento degli arrivi pari al 3,6% tra gennaio e agosto 2010, fatica a riprendersi da un 2009 pessimo (-10,1%). L’Europa occidentale (+4,5%) e mediterranea (+2,1%) dovrebbero invece tornare a una crescita reale per la fine dell’anno. I dati sugli arrivi in Italia, in particolare, sono cresciuti del 3,3%: è un dato che fa ben sperare, anche se il nostro paese deve recuperare una perdita del 7,2% nel 2009.
Le previsioni per il 2011 indicano una crescita più moderata degli arrivi nel mondo, compresa tra il 4 e il 5%; superiore, comunque, alla media di lungo termine, pari al 4%. Sarà ancora l’Asia e guidare la ripresa, con una crescita vigorosa alimentata principalmente dalla domanda interregionale. Il Medio Oriente seguirà un andamento simile, mentre l’Africa dovrebbe continuare a beneficiare dello slancio acquisito con la Coppa del mondo di calcio 2010 organizzata in Sudafrica. L’UNWTO prevede un incremento degli arrivi appena sopra la media mondiale per le Americhe e qualche punto sotto per l’Europa; ciò dovrebbe comunque bastare al nostro continente per ritornare a crescere anche rispetto al periodo pre-crisi.
Fattori esterni al settore invitano comunque alla cautela. La domanda turistica nelle economie avanzate resta sottoposta alla minaccia della disoccupazione, dell’aumento dei tassi d’interesse e della tassazione; eventi imprevisti, poi, possono alterare i trend in alcune destinazioni a seguito della diffusione di allarmi tra la popolazione mondiale. Allo stato attuale, tuttavia, la fiducia dei consumatori e i consumi privati appaiono in aumento. Diversi fattori portano dunque a prevedere che il turismo mondiale si lascerà definitivamente alle spalle la crisi nel corso del 2011, seppur con prestazioni che varieranno in maniera considerevole da un continente all’altro. -- Fonte: Osservatorio Nazionale del Turismo.it












































