Il turismo supera l'esame estate
L'industria delle vacanze. I primi consuntivi della stagione risultano oggi migliori delle previsioni improntate al pessimismo. Stabili i flussi sulle autostrade, bene i pacchetti di viaggio, tiene il balneare GIRO D'AFFARI Nel quadrimestre da giugno a settembre la spesa complessiva è di 32 miliardi, di cui 11 soltanto nel mese di agosto
Un'estate "tiepida", forse non molto soddisfacente per gli operatori, ma, grazie a un agosto vivace, alla fine è risultata migliore delle previsioni. Insomma il barometro della stagione estiva 2010, pur in uno scenario a pelle di leopardo, ha segnato un sostanziale tempo stabile: il flusso dei turisti sulle autostrade, ai valichi di frontiera e anche nelle stazioni balneari è rimasto sui livelli del 2009; il volume dei pacchetti vacanze ha raggiunto i livelli dell'anno scorso, superandolo lievemente; gli albergatori lamentano un calo del giro d'affari ma nelle grandi città il numero di persone che ha deciso di non andare in vacanza è rimasto pressoché quello dell'anno prima.
Agosto rimane il mese centrale delle vacanze in Italia, senza trascurare luglio: secondo la Fipe, la Federazione dei pubblici esercizi, dei 32 miliardi di euro spesi complessivamente dai turisti nel quadrimestre giugno-settembre, ben undici sono concentrati nel mese di agosto, a cui si aggiungono i nove miliardi di luglio. Si tratta di 13 miliardi spesi in negozi e pubblici esercizi, almeno 5 negli alberghi, altri 3 nelle attività di intrattenimento, 3,5 per locazioni e circa 3 nei trasporti. Ma la domanda è: gli italiani quest'estate si sono mossi? A giudicare dalla raccolta rifiuti nelle grandi città, il dato non è cambiato rispetto al 2009. E infatti Autostrade per l'Italia conferma che, nel periodo giugno-agosto,sono stati registrati 14,3 milioni di chilometri percorsi, in linea con l'anno prima quando aveva segnato una crescita dell'1,2%. Meglio sul Brennero: «In agosto - osserva Paolo Duiella, ad di Autostrade del Brennero -abbiamo registrato addirittura una crescita dei passaggi del 3 per cento. Mentre in luglio ha prevalso la stabilità».
Sul valico italo-francese del Frejus invece gli autoveicoli leggeri sono balzati addirittura del 9,3% in luglio e del 3,8% in agosto.La meta preferita delle vacanze è stata ovviamente il mare. E qui «il pre-consuntivo delle località balneari -commenta Aureliano Bonini, presidente della società di ricerca Trademark Italia - è in chiaroscuro, anche se le premesse erano peggiori. Si sono difese bene poche regioni: Marche in testa, ma hanno tenuto la riviera emiliano-romagnola, il Friuli e la Puglia. Maluccio invece il Tirreno con punte negative per le mete lontane, anche se di qualità, come Sicilia e Sardegna». Secondo Bonini l'onda lunga delle ferie accorciate è ormai un dato strutturale: «È sufficiente - conclude -accorciare la vacanza di un giorno per ciascun turista e l'azienda Italia perde 1,5 miliardi». Anche Luca Battifora, direttore commerciale di G40 Travel group, temeva un altro anno negativo (il suonetwork però è cresciuto del 6%). «Nel 2009 - dice il manager - il mercato ha fatto un salto all'indietro del 18% in termini di ricavi. Quest'anno invece i volumi venduti sono rimasti invariati, anche se la spesa media e i ricavi per gli operatori sono calati».
Assotravel, il network delle agenzie di viaggio (detengono il 95% del mercato dei pacchetti dei tour operator, circa 5 miliardi) conferma il trend, annunciando un +4% della stagione 2010 - nonostante la nube vulcanica e l'inquinamento del golfo del Messico -. Non molto rispetto al crollo dell'anno prima «ma è pur sempre un'inversione di tendenza». Sul territorio, Assobalneari, che riunisce gli imprenditori balneari, segnala un buon andamento delle stazioni in Puglia e un dato di sostanziale stabilità per la dorsale adriatica e il litorale laziale, una condizione di debolezza per Campania e Calabria ma un netto arretramento per il Nord della Sardegna.
Nel turismo delle città d'arte, hanno fatto meglio Venezia e poi Firenze. Estate "fredda" invece in Liguria, regione in cui il turismo ha un ruolo centrale. Secondo il pre-consuntivo, luglio si sarebbe attestato sui valori del 2009 mentre agosto avrebbe segnato una flessione. «Non abbiamo ancora dati ufficiali - spiega Angelo Berlangieri, assessore regionale al Turismo - ma, in virtù di un preconsuntivo abbozzato sul territorio, la sensazione è di un calo intorno al 7-10%». Tra le cause del minor afflusso di visitatori in Liguria, Berlangieri non trascura di mettere in conto l'avversa congiuntura economica e le cattive condizioni climatiche di parte della stagione. Senza dimenticare le carenze strutturali. A questo scenario si sottrae il capoluogo regionale. «Non abbiamo ancora dati alla mano - spiega Gianni Vassallo,assessore comunale al Turismo - ma l'andamento di Genova appare in controtendenza rispetto al resto della Liguria. Si tratta di un trend che abbiamo già rilevato a primavera - aggiunge Vassallo - e che accredita Genova di un suo posizionamento nell'ambito delle città ad attrazione turistica, un ruolo guadagnato attraverso un cambio di mentalità da parte degli operatori e grazie a un'operazione di restyling urbanistico iniziata con le Colombiane del '92 e proseguita con il ruolo di capitale europea della cultura nel 2004». (hanno collaborato Marco Ferrandoe Serena Riselli) -- Fonte: Il Sole 24 Ore Pag. 17












































