Il Tacheles di Berlino-La storica casa degli artisti rischia la chiusura
IL TACHELES rischia di chiudere, il consumismo se lo porta via. Uno dei luoghi simbolo della Berlinoalternativa, esplosione di gioia anarchica e creativa, ritrovo di artisti da tutto il mondo, nonché meta delturismo giovane che ogni anno invade la capitale tedesca, potrebbe avere i giorni contati.
Lo straordinario complesso di Oranienburgerstrasse, nel quartiere di Mitte, dovrebbe far spazio a un complesso di alberghi,ristoranti e negozi di lusso. E così si rinnova il conflitto: capitale (inteso come denaro) contro arte, modernità contro libertà si confrontano nella città tedesca la cui università custodisce il busto di Karl Marx e una memoria che si confronta continuamente con i fasti e gli orrori del XX secolo. "Berlino sta cambiando in senso negativo.
E non mi riferisco solo al Tacheles, c'è una forza là fuori che minaccia di distruggere lo spirito libero di questa città". A parlare così è Txcus Parras, 47 anni, uno degli oltre 200 artisti povenienti da oltre 130 nazionalità, che dai tempi della caduta del Muro vivono a Oranienburgerstrasse. Look alternativo con simboli della pace sulla maglietta, piercing a naso e labbro, dal suo atelier che non vorrebbe abbandonare pernessuna cosa al mondo, dispensa proclami di lotta. Frasi come: "fac cio parte della resistenza artistica",oppure "sarà molto difficile schiodarmi da questo posto" fanno capire che la battaglia tra le autorità comunalie quelli del Tacheles non sarà indolore.
Altri, come l'artista Fabrizio Biole, uno degli "inquilini" italiani dello stabile, sottolineano l'unicità di questo luogo, che "da fuori può far paura, ma quando ci entri poi sei contento". Perchè è un luogo confortante, con un bellissimo cortile all'aperto frequentato da persone di ogni tipo. Nonsolo giovani. Ma bambini e anche anziani. Nelle giornate di primavera ed estate, il Tacheles è uno dei posti più frequentati e amati di Berlino.
Ma la vera posta in gioco è, come spesso accade, il denaro. Dato che il comune della capitale tedesca ha ben 60 miliardi di debiti, l'idea è quella di ripianarli anche grazie al progettoche rinnoverebbe la grande area su cui sorge il Tacheles, facendo finalmente entrare soldi freschi, che verrebbero sborsati dalla ditta appaltatrice del progetto. Abitanti, negozianti, associazioni del quartiere simobilitano in favore di una petizione a sostegno dello storico complesso.
"Noi - incalza Parras - siamo stati qui per 20 anni prendendoci cura del Tacheles, tanto da renderlo il terzo edificio più visitato della città". Un altro modo per dire che anche offrire e creatività gratuitamente non solo nobilita l'anima, ma attrae anche i turisti e dunque rappresenta un business per l'intera comunità cittadina. Ironia, della storia, il Tacheles nasce come centro commerciale, il secondo più grande di Berlino, giusto un secolo fa, e attraversa varie fasi. Casa della tecnologia utilizzata dalla ditta Aeg nel 1928, sede dell'unione dei lavoratori tedeschi che vi stabiliscono una sezione SS dopo, diventa perfino una prigione provvisoria per militari francesi sul finire della guerra.
Profondamente modificato nella struttura architettonica, quella di un edificio che sembra appena uscito dauna devastazione bellica, scampa a diverse minacce di distruzione, diventando nel corso degli ultimi ventianni un luogo di raccolta di "alter nativi" da tutto il mondo. Davvero il consumismo può più della storia? Centro commerciale era e centro commerciale rischia di ritornare. Cento anni sembrano purtroppo trascorsi invano. Di Andrea Valdrambrini -- Fonte: Il Fatto Quotidiano - Ed. nazionale Pag. 11












































