Il turismo alla Ue: sì agli aiuti di Stato
Nube vulcanica. Conferenza con Tajani. LE STIME Per l'Italia i danni si calcolano in 200 milioni I ministri chiedono un meccanismo di pronto intervento anti-emergenze
BRUXELLES - L'industria europea del turismo chiede a Bruxelles di beneficiare delle stesse misure, compresi gli aiuti di Stato, che l'altro ieri sono stati promessi alle compagnie aeree. Perchè, hanno affermato i 27 ministri competenti al commissario Ue Antonio Tajani che li ha riuniti ieri in tele-conferenza, «siamo tutti sulla stessa barca, tutti vittime delle ceneri del vulcano islandese».
Per l'Italia, ha detto Michela Brambilla, in prima linea nel rivendicare il sostegno al settore con sovvenzioni pubbliche, i danni si calcolano in 200 milioni di euro. Di questi tra i 60 e gli 80 milioni a carico di agenzie di viaggio e tour operators. Analoga la cifra per la Spagna, la metà per la Germania mentre la Francia detiene il record con 260 milioni di euro. Tra i paesi minori, la Grecia ha perso 60 milioni, l'Irlanda 50, il Portogallo 40.
Aiuti a parte, da inserire nelle linee-guida che sta preparando il commissario Ue ai Trasporti Siim Kallas per evitare che la loro erogazione possa in qualche modo distorcere la concorrenza sul mercato europeo, i ministri ieri hanno chiesto al loro omologo europeo di lavorare alla istituzione di un meccanismo di rapido intervento per casi di emergenze improvvise, del tipo di quelli previsti dalla protezione civile, proprio per risparmiare a passeggeri e viaggiatori gli enormi disagi sperimentati in questa crisi.












































