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Il viaggio diventa uno status symbol
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Quale è lo status symbol degli status symbol, quello che tutti, dall'operaio al top manager, riconoscono oggi come tale e si sforzano con ogni mezzo di avere, per poi esibirlo e strombazzarlo ai quattro venti?

Non la borsetta con la GG la FF o la LV, che tanto si può trovare, illegalmente imitata, anche sulla bancarella del vucumprà, a un decimo del prezzo e spesso prima che l'originale arrivi in boutique - non si fa, ma di nascosto lo fanno tutte, anche le insospettabili. Non il SUV, scelto il genere, a mo' di compensazione, da uomini incerti sulla consistenza della propria virilità - esiste una vasta ed esilarante letteratura parascientifica sul rapporto tra misura del pene e grandezza della macchina.

Non la casa di qua o di là, perché la mappa dei luoghi cool è così instabile e ballerina che star dietro è praticamente impossibile. Non è nemmeno lo yacht, che a noleggiarlo si fa prima che a comprarlo. Lo status symbol massimo, oggi, è il viaggio, che più è esotico, lontano e alla fine del mondo, meglio è. Una volta si viaggiava assai meno, e lo si faceva essenzialmente per conoscere, per esplorare e sì, al limite, anche per trasferirsi. Oggi, invece si viaggia tutti, tutto l'anno – con picchi estremi nel periodo appena iniziato, quella che va dalla Pasqua all'estate - ma sembra che lo si faccia soprattutto per portare a casa un trofeo, o per spuntare una nuova voce nell'elenco infinito dei posti "caldi". Il turismo è diventata un'industria, ci si passi il pleonasmo, così industriale che tutto, o quasi tutto, dall'albergo al folklore, sa di plastica, di cliché preconfezionato.

Ma il viaggio non è in primo luogo una condizione dello spirito e degli occhi? Lo stilista belga Dries Van Noten, re dell'esotismo eclettico, in una recente intervista ha dichiarato che il viaggio avviene soprattutto nella testa, perché è un modo nuovo di pensare e guardare le cose, anche le più vicine. Opposta all'idea del viaggio come medaglia al valore sociale, ecco una visione da condividere e abbracciare. Altrimenti, una visita al fantastico AtlasObscura.com aiuterà a trovare luoghi davvero battuti da pochi. Anche sotto casa.  -  Fonte: Affari Finanza