Fiavet ai ferri corti con Iata. Renzi: «Cambiate politica»
Molte sono, infatti, le questioni spinose che attanagliano il mondo della distribuzione della Penisola, dal difficile dialogo con Iata alla 'minaccia' di alcuni tour operator di richiedere un acconto del 25 per cento, passando per Trenitalia e Alitalia. Questioni che, nelle volontà della presidente, non devono più rimanere in sospeso.Trovare soluzioni che spostino l'ago della bilancia in favore delle agenzie insomma, è il diktat del 2010, che sembra essere partito proprio sul piede di guerra. Presidente, partiamo dai temi caldi. Che cosa sta succedendo con Iata? Abbiamo richiesto un incontro affinché si costruisca un tavolo tecnico per discutere insieme. Sono molti gli argomenti che vanno rivisti. Ce ne elenchi qualcuno. Tutta la politica dei trasporti va cambiata e va decisa insieme. Sino ad oggi, invece, abbiamo solo subito delle decisioni unilaterali. Vogliamo che vengano rivisti i termini contrattuali, le fidejussioni e, in generale, vogliamo creare una discussione reale, ad oggi pari a zero, tra due parti che lavorano insieme per un obiettivo comune. Non c'è più spazio per gli equivoci, occorre chiarezza. Certo che avete fatto passare un bel po' di tempo prima di prendere una posizione così risoluta. Come mai avete aspettato? Il mercato regge le inefficienze finché è possibile. Insomma, dove c'è abbondanza, ci sono meno lamentele, quando la torta da spartire invece è già piccola,sorgono i problemi. E la crisi economica ha velocizzato questo processo.
E se Iata non vi darà ascolto, cosa pensate di fare? Noi non intendiamo assolutamente rompere le trattative con Iata, vogliamo solo ragionare diversamente, siamo stanchi di essere trattati come inservienti. Vogliamo una commissione bilaterale, una comunicazione reale, strutturata. Come è ora, non ci soddisfa. Se Iata non facesse un passo verso i dettaglianti, allora potremmo trovare soluzioni alternative. Ad esempio? Scavalcando Iata? Ripeto che non è nostra intenzione. Ma potremmo trovare un dialogo diretto con le compagnie aeree. Raggiungerle tutte non è facile, ma si può comunque tentare. Avete quindi già avviato questo processo? La priorità resta l'accordo con Iata. Chi la dura la vince. Con Trenitalia ha funzionato? Non ancora. Ci sono contratti fermi da anni che vanno rivisti. Ma siamo riusciti a far capire il peso della distribuzione. E con i tour operator? Le numerose débacle di grandi nomi dell'estate scorsa hanno gettato molta sfiducia tra gli agenti. Ci sono troppi operatori che lavorano sulla stessa offerta, ma, d'altra parte, anche troppe agenzie che fanno un po' di tutto. Non si può lavorare con tutti, occorrono delle scelte. E serve anche che t.o. e adv inizino a ragionare come una squadra. Il rapporto non deve essere solo di natura commerciale, bensì sinergico e costruttivo.
E gli operatori cosa ne pensano, ne avete parlato con loro? Stiamo ragionando con Astoi e Federviaggio. Dalle prime proiezioni dell'Osservatorio Fiavet sembra che il 2010 andrà meglio... Con un 2009 disastroso era molto facile migliorare. Pur di vendere lo scorso anno, sono stati ridotti i prezzi, a loro volta le adv hanno ridotto la marginalità, ci sono stati licenziamenti e molte chiusure. Tutto questo non fa bene alla distribuzione, si perdono le professionalità. Ma qualche timido segnale di ripresa sta arrivando. Dobbiamo concentrarci su questo e sulle battaglie che intendiamo affrontare. È il momento giusto per farlo. Fonte: TTG Italia.it












































